Il fazzoletto agitato in aria,
un arrivederci al prossimo sorriso.
Il fazzoletto agitato in aria,
un arrivederci al prossimo sorriso.
Con gli occhi bendati
colpivano il proprio stesso sangue.
L'innocenza che li accompagnava
è stata inghiottita dal male.
In marcia lungo la strada
stringendo tra le mani una pistola.
Quel sole che ti ha sempre sfiorato le guance
adesso sembra solo un ricordo.
Come può un essere umano
obbligare un bambino ad aprire il fuoco sull'amore.
Erano una mamma e un papà
quei volti davanti all'arma puntata.
Non ci sono lacrime,
non c'è il tempo per pregare davanti al silenzio.
Sulla strada bambini in marcia
seguiti da ombre pronte ad indicare il bersaglio.
Quando la nebbia si dissolverà
e gli occhi si apriranno quel dolore sarà uno tsunami.
Come può un bambino sparare sul proprio padre
e restare prigioniero di un ordine che lo tiene alla catena.
Sotto le stelle si accendono fuochi sui ricordi di una vita,
bruciano le case,
bruciano le chiese.
Il tempo del gioco
un ricordo lontano.
Si sono aperte le porte dell'Inferno,
gli è stata consegnata un'arma
mentre un comando cancellava la libertà.
Come può un'ombra nera
non avere pietà davanti al pianto di un bambino.
Bambini torturati nel fisico
e nell'anima.
Angeli svuotati della libertà
e mandati per le strade a combattere il proprio stesso sangue.
Quelle anime torneranno indietro
e quando capiranno il male sarà troppo tardi.
Corpi condannati a vagare
divorati dal rimorso.
Quell'arma stretta tra le dita
che sia maledetta.
Hai guardato la pelle sgretolarsi
dietro gocce di pioggia
che odorano di morte.
Il contorno di questa realtà
era un vortice di frammenti di carta
e lacrime.
Queste quattro mura
una prigione che incatena la sorte.
Pioggia acida sul viso innocente
di un padre
che affila le unghie per restare a galla in questa civiltà.
Hai guardato le carezze sognate
accartocciarsi a creare un cumulo di cenere.
La notte
accoglie il riposo del mondo.
Il soffio leggero del vento
accarezza i pensieri di un uomo solo.
La sigaretta stretta tra le labbra
mentre con gli occhi guarda la luna specchiarsi sul lago.
Un momento di quiete
mentre alle spalle i lampioni guidano i passi della gente
che si divide tra l'amore
e consumare le ore stringendo un bicchiere mezzo pieno tra le dita.
La notte
conosce ogni pensiero stretto tra i denti.
Ho guardato negli occhi il mattino
per poi incontrare il tuo sorriso.
Quello sguardo
mi porta a cavallo di una scia.
A me basta anche un solo minuto con te
per sentirmi vivo.
Dentro quegli occhi
io vedo tutta la magia dell'amore.
Dentro di me
c'è uno spazio solo per te.
Al di là di ogni piccolo brivido
quella piccola grande emozione
accende un falò nella mia anima.
Quegli occhi pieni di vita
sono pronti a regalarmi una vertigine
come la prima volta che li ho incontrati.
Oltre quegli occhi
c'è un giardino che germoglia
ed è pronto ad accogliermi.
Dentro quell'abbraccio
c'è tutto il vento del cambiamento
che mi ha spinto fino alle tue rive.
Vorrei fermare il tempo
per continuare a vivere il momento
in cui mi hai accolto.
Vivo un continuo flashback
e ogni attimo che passa aggiungiamo un mattone.
La mattina ci accoglie con i primi raggi del sole
mentre ti porto a scoprire cosa c'è oltre il nostro mondo.
Lungo la strada
fatta di piccoli mattoni per crescere.
Gente che accoglie il nuovo
legando con un gomitolo di lana
la musica
con quella realtà che aveva il retrogusto di birra
e libertà.
Le cicatrici venivano ricucite alla buona,
ma mi facevano sentire vivo
in quella bolla di realtà nella quale mancava l'aria.
Al di là di una semplice etichetta
per una volta non mi sentivo un cane
in un gregge di pecore.
Sentivo forte il richiamo,
volevo ruggire
ma non usciva la voce dalle labbra.
Quella gente
era una scintilla nell'ombra.
Quella gente mi ha teso la mano
con una spinta mi ha lanciato dentro la mia vera natura.
Socchiudi le labbra
dopo il primo attimo di stupore.
Due anime avvolte dalla luce
continuano a danzare sulla pedana di un carillon.
In quell'attimo
ogni desiderio e speranza pulsa di vita.
Un sorriso attende la prossima nota
mentre strette in un lungo abbraccio
le anime danzano.
Sono disposte a rischiare una lacrima
da quel brivido che le accoglie portandole verso l'alto.
Socchiudi le labbra
aspettando il prossimo bacio.
Due anime
strette in un lungo abbraccio.
Due labbra
fagocitate dal sentimento.
Suona ancora il carillon,
suona una semplice melodia.
Non doveva andare così,
continuiamo a perdere per strada diamanti.
Il marcio scavando gli animi spenti
si serve del vuoto per colpire le anime innocenti.
Anche fosse stato un cigno nero
sarebbe stato fantastico da guardare.
Non c'è parola che possa alleviare la sofferenza,
non c'è lacrima che possa fermare lo scorrere del tempo.
Dietro le nostre paure più inutili
cerchiamo di nascondere il nostro essere immobili.
Abbiamo perso ancora una volta
e fa male lì sul cuore.
Non doveva andare così
è l'ennesimo diamante fagocitato dal nero.
Ho guardato dentro gli occhi
e non c'era più quella fiamma.
Due pianeti ormai lontani,
mentre io mi chiudevo nella tristezza
tu restavi lì ad aspettare che il vento portasse via
ogni piccola cosa.
Avrei scavato a mani nude la roccia
per riportarti alla luce.
Tutto ciò che aveva fatto breccia dentro me
ormai non c'era più.
Come due estranei
su due binari diversi siamo andati via.
Il cuore doveva andare oltre l'ostacolo,
ma tu sei rimasta ferma,
prigioniera del tuo nuovo personaggio.
Avrei scalato qualsiasi muro
per riportarti alla luce
se solo avessi rivisto quel sole dentro gli occhi.
Guarda quella porta
sarai al sicuro.
Oltre quel velo
c'è la pace,
l'anticamera del paradiso.
Una bugia raccontata da occhi apparentemente innocenti,
ma che nascondevano il fuoco.
Danzano le parole sul dorso delle fiamme,
del dolore procurato restano i segni indelebili
che il bambino porta sul cuore come una croce.
Dietro quella maschera da buono
c'è un'ombra indifferente al pianto spezzato del bambino.
Ogni carezza
come una lama scava dentro la fragilità.
Come può sentirsi ancora al sicuro
dentro quelle quattro mura?
Come può resistere
al contatto con le ombre?
Quando si ritroverà solo
sentirà tremargli ogni frammento del corpo.
Davanti agli occhi rivedrà quel attimo
in cui una carezza gli ha spezzato l'innocenza.
La stanza racconta
ogni sfumatura della mia follia.
Mille sguardi
consumati dalla polvere.
Una fredda luce
accoglie lo sguardo della curiosità.
Marionette
e volti consumati dalla follia.
Era tutto nella mia mente
non era che il fiore consumato dalle spine.
Quei volti segnati dal sangue
sfiorati dalle mie mani
abbassano lo sguardo.
La stanza chiama,
liberando il suono della propria voce
attira come una sirena verso gli scogli.
Il tempo
è padrone della vita.
In un attimo
tutto può cambiare.
La strada non è un tappeto di lucciole
ma una corsa in salita.
Piangere è umano
mentre i sogni smussano gli spigoli.
A piccoli passi vedremo cadere i mattoni
di un muro invalicabile.
Il tempo
affila le armi della mente.
Potremo volare più in alto
accettando i nostri limiti.
Dentro quattro mura
cerco un attimo tutto per me.
Fuori il tramonto ha perso colore,
un odore forte di sangue
e morte.
La bestia avanza
e senza proferir parola
fagocita la mia libertà.
Avrei mille parole
a cavallo di una fiamma che arde.
I sogni un ricordo lontano,
un' immagine sbiadita
che parla di un passato ormai lontano.
La bestia è davanti ai miei occhi
sento il suo respiro sulle mie dita.
Nel suo sguardo
il desiderio di una terra
dove noi siamo destinati all'essere zombie se riusciamo a resistergli.
Casa,
voglio ancora credere ci sia una casa.
Un momento nella vita
in cui la bestia chini il capo davanti alla realtà,
ma è un' illusione che culla il mio sguardo.
L'oscurità ha avvolto l'anima,
un uomo prega senza tregua.
Il suo cuore trema,
le proprie dita accarezzano la pietra.
Una mano sulla spalla,
un attimo che sia reale
oppure un desiderio bagnato dalle lacrime.
Un abbraccio
in quell'attimo vale più di mille parole.
Tutto volgeva al termine,
ma nelle profondità
quella carezza era un'iniezione di adrenalina per l'avvenire.
Le ombre si avvicinavano
con torce
e bastoni.
Quell'attimo però per un attimo
ha creato una bolla a proteggere quell'attimo d'amore.
Giocavo con i pensieri
fingendo di legare il mio essere
ad un mondo che era solo nella mente.
Era un gioco innocente
da un segno di matita
veniva liberata la fantasia.
Un attimo di libertà
dove i pensieri correvano liberi.
Vestivo mille e più abiti diversi,
ruoli diversi con i quali fare i conti.
Era tutto tra le curve della mente,
era un attimo solo mio.
Tra le curve di un segno d'inchiostro
raccoglievo emozioni personali.
Giocavo con le parole
mescolandole ad immagini
creando un murales nella mente.
Ancora un attimo di libertà
mentre la morte veste una giubba blu.
Per il sapore del sangue tra le dita,
per il solo piacere di annientare.
Lungo praterie consumate da nuove ferrovie
per un solo attimo in cui sentirsi ancora vivi.
L'uomo inghiotte tutto ciò che dopo un po' gli da noia,
l'uomo strappa la vita dalle radici
e ne espone l'anima come trofeo.
Ancora un attimo di libertà
prima che il sole abbandoni le montagne
e dell' ultimo campo indiano non ne resti che il lamento.
Lungo i campi
distese di bisonti eliminati
e quel sapore di sangue ancora una volta si fa sentire più forte.
Vorrei correre ancora una volta libero
lungo le praterie.
Accettando di finire sotto una pioggia di frecce,
ma non sotto i colpi di chi prova piacere
nel vedermi spegnere in silenzio.
Forte il grido
delle anime abbandonate al proprio destino.
Sotto le stelle
ancora credono ai sogni.
Quei bagliori nel cielo
non sono le scie delle comete,
ma le bombe che colpiscono senza fare distinzione.
Madri piangono
mentre i proiettili esplosi
spezzano vite di innocenti alla ricerca di aiuto.
Le ombre indifferenti
guardano solo al potere.
La guerra lascia naufragare sorrisi innocenti
mentre i popoli del mondo recitano la parte dell'indignazione
mentre attendono che un nuovo pensiero ne cancelli il ricordo.
Domani
arriverà il sole.
I muri di pietra
accompagnano lo sguardo lungo la strada.
Due giovani cuori
cercavano in un attimo di vita
un punto di partenza.
Due bambini mettevano a nudo le proprie paure
condividendo un volo immaginario oltre la nebbia.
Un primo sguardo verso il domani
stringendosi la mano si sentivano invincibili.
Domani
arriverà il sole.
Nell'aria quel profumo di agrumi
mentre due bambini scoprivano le sfumature della vita.
Stesi al suolo
contavano le stelle fino a perderne il conto
immaginando di poterle sfiorare con le dita.
Il mondo appeso ad un filo
fagocitato dai suoi stessi demoni
trova nella fantasia
e nell'innocenza una piccola fiamma tra le tenebre.
Gli occhi guardano l'orizzonte
in un attimo particolare.
Sotto i rami di un albero
si uniscono i punti,
sono i ricordi di ieri
e le speranze del domani.
Le nuvole si colorano
di un rosso fuoco
mentre le ali delle rondini
sfumano di nero quel calore.
Un domani pieno di dubbi,
quali ombre stringeranno catene ai polsi?
Su quale binario corre il mondo?
la follia consuma la libertà.
Il Bronx è fuori dalla porta,
ombre svuotate della propria umanità.
Gli occhi guardano l'orizzonte
cercando risposte.
Quale destinazione per il mondo?
all'orizzonte si colorano ombre.
Sagome nere
che non sono soltanto nuvole cariche di tempesta.
Sottile è il confine tra destino
e sete di sangue.
Il presente non conosce la parola pace,
una realtà troppo complessa
e priva di leggerezza.
Un domani pieno di dubbi,
il presente un'incognita divisa tra una carezza
ed un pugno in pieno petto.
Due ali dietro le spalle
un' illusione per fingersi migliori.
Siamo umani sotto questo cielo,
sul tavolo ogni nostro limite.
Noi umani fragili
camminiamo sulla pelle della terra
con i nostri peccati legati alle dita.
Noi punti neri
per chi dall'alto guarda verso quel battito del cuore.
Le paure sono compagne
mentre i pensieri si alzano verso l'alto.
A questi occhi che brillano
sono legati demoni sul fondo del bicchiere.
Giganti d'aria
che evidenziano l'eterna fragilità.
Un mondo di plastica,
l'illusione di un uomo.
Ogni cosa al proprio posto,
quanto bello sarebbe?
Sfogliando le pagine di un giornale
la realtà colpisce forte
come uno schiaffo.
Gli occhi continuano ad essere bendati,
il cuore di sale non lascia spazio al sentimento.
Quanto sangue dovrà ancora bagnare la terra
prima di alzare la polvere?
Il pianto dei bambini,
l'ultima fiaccola accesa.
Due occhi rassegnati alla fine
mentre dei sogni rimangono macerie.
Ogni tiranno
raccoglie tra le curve della mente
i disegni di un domani.
Gli occhi si chiudono,
senti la terra tremare sotto i piedi.
Benvenuta tra le curve della follia
e dentro quell'attimo graffia le tue lacrime.
Un grido soffocato
mentre le mani si agitano nell'ombra.
Ho cambiato la voce
per giocare con la tua fantasia.
Per un solo attimo
avrei dato in cambio
parole che si posano come neve.
Chissà se riuscirai a capire la mia malinconia,
arriverà il momento di raccontarti
quello che continua a mancare.
Tutto continua a cambiare,
tutto continua a correre veloce.
Noi cacciatori di emozioni,
su un tappeto di colori
si posano aquiloni.
Quante parole hai ancora tra le labbra,
aspettano solo il momento giusto per uscire.
Ho aperto il cassetto
in quel vecchio angolo di mondo.
C'era la mia vita
prima che arrivassi da me.
Tra fogli bagnati dall'inchiostro
ci sono parole legate con il filo.
Ho riportato alla luce i ricordi
senza la paura di ritrovare ferite.
Quante ombre dalla lingua di sale
ho esorcizzato quando ero un piccolo cuore.
Ho ritrovato i sogni
anche quelli che ormai erano sbiaditi.
Ho fatto un passo in avanti
senza perdere lungo la strada
il mio eterno desiderio di unire i pezzi del puzzle.
Chiediti cosa siamo
un po' umani,
un po' divinità ma solo quando il cuore si riempie
di sogni
e speranze.
Ci sono emozioni
che corrono lungo un filo.
Alzando lo sguardo
sotto il cielo stellato
conoscono il brivido.
Chiediti cosa saremo domani
e se saremo solo un punto nero davanti all' infinito
o saremo una luce guida per chi verrà dopo di noi.
Siamo granelli di sabbia sollevati dal vento,
siamo una semplice goccia
in un mare di sguardi diversi.
Mostrando i muscoli
giochi il ruolo del goleador.
In quello che è il gioco delle maschere
sei il protagonista dei tuoi limiti.
Siamo atterrati sul pianeta degrado
c'è chi contrasta quel vortice di violenza
e chi nella follia riveste il ruolo del tiranno.
La città si sveglia ogni giorno con nuove cicatrici
mentre certe sagome ne spolpano l'essenza
con lame
e con veleni.
Noi prigionieri del bello e cattivo tempo
di ombre assuefatte alla noia.
Su questo pianeta degrado
cammineranno i figli.
Di quel marcio
innocenti ne subiranno il danno.
Siamo incatenati
in un vortice che ci vuole spettatori
della violenza.
Il cuore è tuo
dietro il velo ci sei sempre tu.
Dentro il tremolio della voce
c'è il respiro di una donna.
Al cospetto di un' emozione
le gambe tremano.
Il respiro è tuo,
ogni segno sulla pelle
non conosce violenza.
Un' energia avvolge il desiderio
di guardare oltre la profondità di quegli occhi.
Una donna porta la fiamma di una torcia
alle porte di un sogno
che per tanto tempo ha portato sul palmo di una mano.
Lontano
lungo strade straniere.
La curiosità
legata con un filo al sorriso di un bambino.
Lungo la pelle della terra
incrociando sguardi che raccontavano storie diverse
ci si lasciava emozionare.
L'asfalto caldo
chiamava le nostre anime.
Dentro un cassetto
raccolgo ogni attimo.
Immagini un po' sbiadite
ma che hanno vinto la sfida con il tempo.
Mille sguardi diversi,
mille parole che si legano al nostro essere viaggiatori.
Città
hai accolto il nostro passo.
Ogni volta con una veste nuova,
ogni volta con un' emozione diversa.
Guardando uno scoglio
bagnato dalle onde del mare
ritrovi per un attimo
chi è andato via.
Senza aspettarti due ali dietro le spalle
hai compreso che era un ricordo
al quale il cuore non poteva rinunciare.
L'orizzonte rosso fuoco
cattura il tremolio del respiro.
Per un attimo
le distanze si azzerano.
Un volto familiare
è arrivato da lontano,
ma non ha parlato.
Gli anni spenti
sembrano svanire in un colpo di spugna.
Il tramonto raccoglie le illusioni
e lascia una conchiglia
che cattura l'eco di un lungo saluto.
Accarezzando una sorpresa
che sia una piuma
oppure un brivido
ti lasci andare alle lacrime.
Un vento caldo
porta in alto piccole gocce,
non sono che i nostri pensieri che teniamo per mano.
Sei ancora capace di vivere la magia,
un attimo in cui gli occhi continuano a brillare.
Frammenti di un mosaico
che racconta di un intreccio di aquiloni.
Ogni giorno come fosse la prima volta,
una vertigine ti riporta bambino.
Ogni piccola cosa
porta sulla pelle un' emozione.
Chiudendo gli occhi
sei ancora in gradi di stupirti.
Chissà dove sei
e se ritrovi vecchi ricordi
dentro nuovi sorrisi.
Hai indossato l'ennesima maschera
tanta era la paura di scoprirti fragile.
Hai legato ai fianchi i veleni,
lame affilate che conoscono ogni tuo limite.
Chissà dove sei
e quali parole rimangono posate
nel lato più nascosto del tuo respiro.
Il giorno profuma di cambiamento,
un nuovo capitolo.
Il portone chiuso
racconta di chi ha grattato via anche l'ultima speranza.
Una barca affronta l'orizzonte
dove l'occhio si posa
c'è una sfumatura di nero.
Le nuvole s'intrecciano
e l'atmosfera odora di tempesta.
L'anima apparentemente svuotata
racconta di un lungo addio
bagnato dalle lacrime.
Lontano da casa,
alla ricerca di un attimo
in cui tornare a respirare.
Un vortice nero
incatena il respiro.
Stringe forte le paure
e la rassegnazione.
Non ci si guarderà indietro,
non ci sono lanterne accese
ad aspettare il ritorno.
La tempesta assapora il retrogusto di paura
di cui è impregnato ogni attimo.
C'è una guerra
chiusa in un pugno.
Un' anima prigioniera
dei propri limiti.
Un sapore di sangue
mentre un vortice di vuoto
spoglia l'ultimo respiro.
Quali parole hai donato alle tenebre
e quali promesse hai consumato dentro un'illusone.
C'è una guerra
alle porte del cuore.
Quanti sogni avevi un tempo,
dove sono i ricordi?
Ora si alzano colonne di fumo
è il tuo mondo in fiamme.
Avrai il coraggio di fare un passo indietro
e provare ad ascoltare?
Stringendoti la mano
ti proteggo dal mondo fuori.
Non è quello che avrei desiderato per te,
non è che un vortice di follia.
Ho sognato fosse tutto diverso,
mi sanguinarono le labbra.
La violenza scivola fuori
e si posa sulle ansie.
Abbracciandoti
è come creare uno scudo tra te
ed il mondo che non smette di gridare.
Il mondo che ho ereditato dai miei
era avvelenato dalle fondamenta,
ma era meglio di così.
Ho paura di ciò che sta fuori di qui,
mi tremano le gambe
mentre la mente immagina ciò che la paura già conosce.
Ho provato a guardare tutto con leggerezza,
ma vedo giganti del male giocare con la vita tra le dita.
Guardo con occhio attento l'orizzonte
e alzo barricate per te
forse per troppo amore
Ho attraversato sentieri,
grattando via la polvere dai miei pensieri
ho ricominciato a vivere.
Ero incatenato ai piedi delle paure,
ero schiavo
e nell'ombra mi nascondevo.
Ora un salto oltre l'ostacolo,
la mente libera,
il cuore torna a battere.
Tornerà il sole all'orizzonte
ad immortalare quel brivido che mi fa versare lacrime.
Improvvisamente ogni cosa torna al proprio posto
niente più demoni
oppure catene al cuore.
Ho ricominciato a vivere
e posando le mani sulla nuda pietra
ho ammesso al mio cuore di essere solo un punto
in mezzo all'infinito.
Seguimi dietro angoli di muro
che siano accarezzati o meno dalla luce del sole.
Un sogno che respira libero,
un segno delicato sulla tela.
Non saranno solo macchie
quelle che si posano sul bianco.
Quello che avrei voluto
è un attimo unico.
Un brivido
che accendesse una fiamma.
Porto i tuoi occhi
dentro un battito d'ali.
La fantasia,
quella fantasia che ti conduce alle porte della mia vita.
Avrei voluto
un solo attimo da legare alle mie lacrime.
Era una notte stellata
quella che prese il tempo
e mi donò un brivido.
Siamo solo noi
con un filo spinato a tenere in catene i sogni.
Per un solo attimo in più
daremmo la pietra più preziosa.
La storia però delle volte la scrive il destino
e noi ci riscopriamo spettatori.
La tragedia ha scavato solchi profondi,
mentre fuori dai nostri cuori si fa la guerra,
dentro di noi arde la passione.
Il destino ha raccolto l'ultimo respiro
assieme alle paure.
Una notte così non tornerà,
resteremo anime fragili
perse tra le righe di un libro.
Saliremo la lunga scala dell'amore,
ma non come avremmo voluto.
Ora siamo infinito,
siamo un tutt'uno con la notte.
Domani
forse qualcosa cambierà.
E' soltanto l'illusione
che qualcosa possa riportare luce.
Il veleno continua a fare il suo corso
e non c'è pietà neanche davanti all'assenza.
Un crudo respiro
spogliato della bellezza di un mattino
ritrova ferite aperte che continuano a sanguinare.
Domani,
quel domani che per gli innocenti
è una lama che affonda nella gola ogni giorno.
Il tempo porta sul palmo della mano
i sogni spezzati di un angelo.
Ci si chiede ancora perché,
ma la violenza ha cavalcato lingue
che davanti alla morte non si sono fermate.
Gli occhi ben aperti
scavano nella realtà
in cerca di indizi.
Vedo lacrimogeni fuori dalla finestra
e braccia tese a ripercorrere a ritroso la storia.
Al di là delle barricate
un'onda nera si sente forte,
l'altra faccia della medaglia
si guarda le spalle.
Uomini soli
a gridare fuori le idee.
Non sono più tranquilli i pensieri,
sono sfumature nere.
Ci sono uomini
che rivedono nelle cicatrici
i segni degli errori passati.
La storia rivive un flashback,
un solco profondo che fa ancora male.
Hai lasciato scivolare la mano
e tutto si è fermato.
Ogni frammento non ha più un posto dove riposare,
un falò a consumare le pareti del ricordo.
Due lingue diverse
non si raccontano più.
Al di là del sole
c'è un'altra parte del puzzle.
Hai lasciato scivolare via la storia
troppo ingombrante.
Non è altro che un fiore
pieno di spine.
Una nuova pagina da scrivere,
un nuovo punto dal quale ripartire.
Guardandoti le spalle
rivedrai fantasmi di un tempo.
Ricordi sbiaditi
destinati a sparire.
Non torneranno indietro,
rimarranno solo innocue ombre.
Dentro quello sguardo
c'era la paura.
Il cammino non si è interrotto
ha continuato a correre verso il destino.
Era scritto nelle stelle,
sarebbe rimasto scolpito nel tempo.
Quegli occhi tristi
mascheravano dietro un sorriso
la certezza che non c'era più tempo.
Ho guardato un uomo
andare incontro al proprio destino.
Un gesto d'amore
a cui non tutti crederanno.
La città in festa
era una pura illusione.
Di quel canto
non sarebbe rimasto molto.
Ho guardato un uomo
andare incontro alla morte.
Negli occhi
conservo ogni parola
che come una carezza si è posata sul viso.
All'orizzonte si addensano le ombre,
ma quell' uomo rimane a mettere a nudo ogni corruzione.
Ancora un giorno su questa terra
portando acqua a dissetare ogni anima che si domanda perché.
La mente ripercorre
attimi di vita.
Ero davvero io
quello davanti a quel flash?
A guardare non mi riconosco,
ma mi piaceva la mia ricerca
di uno spazio in quella realtà.
Ero fragile,
ma dentro quei legami
ho trovato un po' di quel coraggio
di credere nella mia fantasia.
A guardare ora quelle foto sbiadite
difficilmente trovo legami con quello che sono ora.
Un corpo estraneo
che cercava il proprio spazio nella realtà.
Quei vecchi flash
sono scolpiti sulla pelle.
Non si smette mai di riscoprirsi
e di trovare lo stupore dentro il punto di partenza.
Al di là di questo muro
ci sono pugni che colpiscono.
Sanguinano le dita,
ma continuano a grattare via la pietra.
Una volta era un gioco di schieramenti
ora ho svestito l'armatura
e ho teso la mano.
Crollano i mattoni di questo muro
che per troppo tempo ho lasciato crescere.
Cambia la prospettiva,
cambia la realtà.
Ho imparato a conoscermi,
svuotato la mia anima dal veleno.
Al di là di questo muro
ci sono pugni che non smettono di colpire.
Su quella pietra restano i segni dei miei errori,
facendo cadere queste barriere ritrovo il sole.
Se mi guardo alle spalle
rivedo i sogni
e le cicatrici che il tempo ha curato.
L'armatura ormai è crollata
ho trovato la giusta direzione.
Chiudendo gli occhi
ho semplicemente spinto i mattoni.
Crolla quel muro
che per troppo tempo era parte del mondo.
Siamo ancora qui a raccontarci
ed a scoprirci più grandi.
Le parole escono fuori da sole
a riempire pagine di un legame.
Un fratello
conosce le mie emozioni
se trema la voce.
Un fratello
che la vita mi ha donato
dopo aver ascoltato le mie parole al buio.
Siamo qui a regalarci ogni giorno
un posto speciale nel proprio mondo.
L'inchiostro accarezza le righe di un foglio
scavando dentro il respiro scopre la bellezza di un legame.
Un intreccio unico
fatto di rispetto
e di parole vere.
Fratello,
noi andiamo oltre il sangue.
Fratello
per me un abbraccio vale più di mille parole.
Se mi trema la voce
è il fragile pensiero
che tutto svanisca con un colpo di spugna.
Hai colmato un vuoto
e con piccoli passi
hai portato alla luce pensieri che condividevo con le ombre.
I giorni scivolano
lungo un filo che rischia sempre di spezzarsi.
Quegli occhi
di lacrime ne hanno viste.
L'ossessione per la guerra
corre sottotraccia.
E' un massacro,
mille e più cadaveri attraversano il fiume.
Non ci sono più sogni
sotto questo cielo di stelle.
Nei loro occhi
ho letto la paura di non tornare.
Il cielo si riempie di aeroplani
mentre all'orizzonte si alzano ombre che odorano di morte.
Giovani amori
non hanno più il tempo di lasciare germogliare i pensieri.
La guerra inghiotte qualsiasi cosa
resta soltanto il silenzio
ed una colonna di fumo.
I miei occhi
vedono i bambini giocare.
Vivono con leggerezza
lasciando libera la fantasia.
I prati si riempiono
di margherite
e aeroplani da portare sul palmo della mano.
Voglio un altro momento di quiete
guardare la loro soddisfazione
disegna un sorriso sulle mie labbra.
Ogni attimo è pieno di magia,
quella che noi stiamo ormai dimenticando.
Le grida ricoprono ogni frammento di quell'attimo,
ma finché nei loro occhi si legge la gioia
il respiro custodirà la pace.
Vola alto l'aeroplano,
per una volta dal suo ventre non usciranno le bombe.
Ogni bambino sogna di portarlo alle porte del sole
solo per la curiosità di esplorare.
Non sono mai solo pezzi di vetro
c'è una storia legata con un filo.
Gli occhi persi nel vuoto,
un' anima incatenata a chissà quali ombre.
Ci sono parole
che scivolano fuori cercando una nuova dimora.
Uno sguardo spento
privo delle emozioni.
Le paure ormai non sono solo ombre,
ma presenze fisse in un quotidiano ritaglio di vita.
Avresti voluto riportarlo a casa,
ma ogni attimo che passava sembrava impossibile.
Nella mente ritrovi vecchi ricordi ormai sbiaditi
mentre guardando quel sorriso vuoto non lo riconosci più.
Ricordo quei volti
sono rimasti scolpiti sui lividi.
Nascondevano la natura malvagia
dietro una tunica.
A mani giunte
pregavano un Dio
che chissà se ha guardato al di là delle nuvole.
Ogni giorno passato sulla terra
sembrava un viaggio all'Inferno.
Ho visto anime in lacrime
chiedere un perché ad una sagoma
fatta di silenzio
e di veleno.
Prigionieri dentro quattro mura
in una tela priva di colore.
Ritrovo quei volti
ogni volta che chiudo gli occhi.
Guardando negli occhi un innocente passante
ritrovo nei solchi del viso
quel ghigno di malvagità.
Mascherando la natura
si raccoglievano in preghiera.
Alla fine del viaggio
ci sarà il giudizio
e non ci sarà tunica a mascherare il peccato.
Hai varcato la soglia del cuore
portando in dono un sorriso.
La scala all'apparenza ripida
si è rivelata una corazza.
Ho trovato la mia corte dei miracoli
in quegli occhi profondi.
Non ci sono catene ai polsi,
con una semplice parola
hai ridato forza a questo cuore.
Hai bussato alla porta
portando in dono il sole.
A piccoli passi nella vita
costruendo insieme quel mosaico giusto per noi.
Ho trovato la mia corte dei miracoli
tra queste labbra.
Vorrei portarti in alto
sul palmo di una mano.
Condividere il mio limite
senza paura del giudizio.
A piccoli passi
mi hai fatto riscoprire migliore.
Ho trovato la bellezza della lacrima
e la paura di fallire.
Legato alla catena
aspetto il momento in cui il tempo si ferma.
Un prete guardando oltre il mio sguardo
cerca un segno di pentimento.
Le fiamme
attendono di ascoltare il suono delle mie catene.
Un' ombra destinata a camminare
lungo la via delle tenebre.
Dentro quelle quattro mura
ho provato il peso del pianto
e la paura.
Un prete
cerca di scavare con la lama affilata
dentro quell'anima ormai rassegnata.
Ancora un respiro,
le catene cominciano a pesare.
La mente si svuota dei pensieri
mentre gli occhi persi verso l'orizzonte
aspettano che sorga il sole.
Lungo la strada
un ragazzo come altri.
Un' etichetta sulle spalle,
teppista assuefatto al caos.
Dentro quel sogno ad occhi aperti
di rendere migliore anche solo un frammento del mondo
il disprezzo di chi non si ferma a pensare.
Nessuno è innocente a questo mondo,
ma da quel pensiero cadevano gocce d'inchiostro
piene di speranza.
Un condannato al giudizio,
parole al veleno mescolate a sguardi giudicanti.
Dentro la mente un sogno legato ad un filo sottile
accarezza le radici che tra quelle pareti hanno trovato armonia.
La condizione di eterno giudicato
per un punto di vista
o per un centro sociale lo condanna alla catena.
Le menti troppo chiuse
non trovano la voglia di provare a capire.
Teppista destinato all'oblio
un' etichetta indelebile come una cicatrice.
Mani accarezzano la sabbia,
mani piccole scoprono le prime sfumature del mondo.
Dentro gli occhi sorpresi di un bambino
rivedrò quella curiosità che una volta era un po' mia.
Tutto è nuovo,
c'è tutto da costruire.
Una stretta al cuore
mentre i miei occhi sono fissi su quel sorriso felice.
Ci fermeremo ad aspettare il tramonto
mentre piccole onde s'infrangono sulle mie emozioni.
Nel tuo sorriso scopro la magia
e ritorno un po' indietro al cospetto dei ricordi.
Sono segni indelebili
che il tempo ha custodito con cura.
Sei un uomo
come tanti altri.
Ognuno con i propri limiti
e con un amore che ti fa riscoprire più fragile.
C'è chi si raccoglie in preghiera
e chi vive la festività divorando semplicemente bignè.
Sotto questo cielo c'è chi ti darà del blasfemo
solo per averlo immaginato.
Ci sarà chi puntando il dito
avanzerà giudizi da incollarti su quello sguardo.
Tu però vivi la tua libertà,
ad ognuno il proprio spazio in questo mondo.
Siamo piccole cicatrici
sotto un cielo stellato.
Siamo quelli che alzano la voce
e mostrando i pugni si illudono di essere immortali.
Ad ogni critica
per il libero modo di vivere la quotidiana ora
sarai come un muro di gomma.
C'è chi siede in chiesa
e chi guardando il sorriso di un figlio
divora l'ennesimo bignè.
Ci sarà chi dirà che è l'ennesimo peccato di gola,
ma per me è la fotografia della quiete.
Ci sarà sempre chi mi vorrebbe in un confessionale
a raccontare il mio punto di vista,
ma per me non c'è spazio per la noia.
Giorni
pieni di vita.
Pompa sangue il cuore
mentre la mente accoglie frammenti di noi.
Ci sono i sogni passati
legati con un filo ad un palloncino.
Ci sono i sogni futuri
che attendono solo di trovare la luce.
Sono giorni pieni di vento
quello che soffia sulle vele.
Dentro gli occhi grandi di un bambino
rivedo qualcosa di me.
Tutto è cambiato
è bastato un respiro.
Guardando quegli occhi
ho letto la fragilità.
Dentro quel momento
ho trovato un vortice inquieto dentro me.
Vita,
un battito d'ali.
Il sorriso di un bambino
è un solco profondo in mezzo alle tenebre.
Ho guardato la pelle spaccarsi
ed immergersi nella sofferenza.
Escono gocce di veleno,
quello che noi gli doniamo.
Più volte ha gridato pietà,
ma di quella voce noi non ne conserviamo traccia.
Noi troppo presi da noi stessi
per capire quando davvero è troppo.
Ho guardato la terra piangere
sentendosi spogliata della propria essenza.
Una realtà distorta
per saziare un animo vuoto.
Si alza il fumo
andando a porgere nuove sfumature del mattino
ad un occhio troppo indifferente per capire.
Dentro quel dolore
una speranza appesa ad un filo.
Un sogno aggrappato ad un dito,
un miraggio davanti a questa umanità.
Ho portato all'orecchio
una conchiglia per ascoltare il mare.
Una voce dolce
che mi porta ad un passo da te.
Il mattino profuma
e la sera respira la quiete.
Dentro il mio sguardo
custodisco il brivido del pensiero.
Ho lasciato sulla sabbia
un segno indelebile.
Un messaggio che attraverserà le onde del mare
fino ad arrivare a te.
Ogni uomo ha i suoi errori,
ogni anima porta segni sul cuore.
Portando all'orecchio la conchiglia
per un attimo è come averti qui.
Non ha prezzo un attimo così,
aspettando che il sole abbracci l'orizzonte.
Apri le porte,
apri la tua mente.
Vento e ghiaccio
si posano su un volto consumato.
Sanguinano le dita
che hanno graffiato la pietra.
Le ferite
solo il tempo riuscirà a medicarle.
Lacrime amare
mentre la mente vive un vortice
fatto di catene
e di silenzio.
Apri le tue porte,
aiuta la luce ad attraversare le tenebre.
Grida,
lascia andare a briglie sciolte ogni suono.
Ho visto il sole
mentre nel porto attraccavano le barche.
Oggi era un giorno di vento,
quello buono che apre le porte dell'avventura.
La fantasia a briglie sciolte
disegna possibili scenari
che la mente lasciava generare.
I gabbiani come gli aeroplani
tornano alla base quando arriva sera.
Non è altro che un quadro di quotidiana magia,
un segno apparentemente semplice da riprodurre,
ma ci vuole equilibrio tra la mente
ed il cuore.
L'autostrada affollata da luci
accoglie i miei pensieri.
L'auto consuma chilometri tra respiri
e vecchie canzoni.
Apro la porta del mio mondo,
tutto trova il proprio posto.
Oggi
gli occhi sono aperti.
Il sorriso
un murales da colorare ogni giorno.
Una semplice carezza
apre le porte del Paradiso.
L'amore apre le finestre
e lascia entrare la luce.
Oggi
è un giorno di sole.
Ogni attimo è accarezzato dalla luce
quando siete con me.
Il tuo sorriso
un solco profondo nel mio respiro.
Un vento nuovo
ha fatto capolino nella mia vita.
Ho ritrovato la delicatezza del pianto,
ho tutto ancora da imparare.
Oggi porto sulle mani
ogni vostra singola carezza.
Oggi è un giorno di sole,
ma anche se dovesse piovere
a me resterebbe la bellezza del giorno.
La notte è alle spalle,
le prime luci del giorno
accarezzano la pelle della terra.
Gli occhi ancora stanchi
si aprono al mondo.
Africa,
dolce Africa.
La pelle consumata,
un solco profondo nell'anima.
Il volto triste di un bambino,
la fatica di una donna.
I sogni bruciano
sotto lo sguardo indifferente.
Le mutilazioni,
il pianto,
un pugno nel petto all'indifferenza.
Una promessa
chiusa in un abbraccio.
Quando la notte
è un intreccio di luci soffuse
e di respiri.
Due occhi grandi
affamati di vita.
Con uno sguardo
mi hai portato sul tetto del mondo.
I miei occhi si sono persi
in quell'alba così diversa.
Se mi chiederai un colore
sarà un rosso pulsante di vita.
Una promessa
posata sulle labbra.
Ho asciugato le mie lacrime,
fatto a pugni con il tempo.
Ogni attimo sembra correre,
il cuore batte,
la mente raccoglie immagini.
I primi respiri di una nuova anima,
il primo canto degli uccelli.
Un' alba migliore,
un sorriso bagnato dalle lacrime.
Alle prime luci della sera
la città consuma un altro respiro.
Un drink in compagnia
oppure anche sola.
Guardando l'orizzonte
la mente comincia a disegnare progetti per il domani,
fantasticando per una volta sul prossimo giorno
senza pensare per un attimo ai problemi.
La natura rallenta il proprio cammino quando arriva sera
mentre le città si prendono del tempo per vivere la leggerezza.
Un drink dietro l'altro
mentre gli occhi si accendono quando un incontro
accende un fuoco dentro il cuore.
Arriva la notte
si spengono le luci.
La città si spoglia della propria armatura
con il desiderio di sognare.
Cara sagoma
ti scrivo.
Ho parole custodite nel cuore,
parole solo per te.
Ho liberato dalle catene il mio pensiero,
come un veliero in mezzo al mare
ha trovato la rotta.
Una cicatrice non brucerà per sempre,
ma porterà la delicatezza di una tua carezza.
Per troppo tempo
quel cassetto è rimasto chiuso per mille paure.
Libero è il pensiero
e dentro quell' abbraccio che mi continua a mancare
respira il mio ricordo-
Cara sagoma
ho un mosaico quasi completo.
Un corpo libero a metà,
un bisogno di gridare.
La delicatezza di un gesto
mentre i bambini corrono felici.
Un attimo di vita,
un quadro di quotidianità.
Donne lavano i panni al fiume
mentre con uno sorriso disegnano la quiete
guardando i loro bambini volare con la fantasia.
Il giorno è ancora fresco
c'è tutto ancora da scrivere.
Donne come me
raccontano punti di vista
di un quotidiano che ogni tanto scopre le diverse sfumature della vita.
I bambini liberi dai pensieri
s'improvvisano cavalieri
oppure giullari.
Non ho paura
delle sagome che corrono lungo il filo.
Ognuno con i propri limiti,
io con i miei,
tu con i tuoi.
Dalle mie labbra non uscirà nessun giudizio,
il pensiero resta qui
aggrappato alle pareti della mia mente.
Non ho mai voluto farti male,
non fa parte della mia natura.
Guardo alle mie spalle
e vedo ombre scendere giù all' Inferno.
Se ci sarà il perdono
questo non lo possiamo sapere.
Non ho paura delle ombre
che seguono i passi.
I cancelli tra le fiamme
scrivono il tuo nome sulla pelle del vento.
Ti ho cercato
dentro un sogno in bianco e nero.
Per un attimo ho tirato il fiato
pochi attimi prima che voltassi lo sguardo.
Sembrava così reale
avrei voluto tenerti stretto di più.
Per un altro solo minuto
darei la mia anima.
Avrei voluto più tempo
per vedere germogliare quel sorriso.
Era una storia da scrivere,
un libro con mille pagine vuote.
Qualche ombra ha deciso diversamente
cambiando la direzione.
Qualcuno ha deciso per noi
e quello sguardo è diventato una stella.
Ora guardo quella vecchia fotografia,
sembra ieri
ma il tempo non ha mai smesso di correre.
dentro vecchi flash in cui eri spensierato.
Ci sono semplici sorrisi
custoditi dentro i miei respiri.
Anche se tornerà il sole
io aspetterò il prossimo incontro.
Siamo lontani,
ma solo nei gesti.
Non cerco nel suono delle campane
un punto di contatto.
Sarò un peccato
scritto su un foglio di carta.
Sarò una sagoma silenziosa
consapevole dei miei limiti.
Non pretendo nulla,
riconosco gli errori.
Non mi aspetto che qualcuno capisca,
sono un animale strano
che ti cerca tra le righe di una poesia.
Siamo lontani
ma al tempo stesso qualcosa mi sovrasta
anche se non parli.
Siamo prigionieri
di demoni che nella confusione
stringono il cappio al collo.
Siamo assuefatti alla noia
e nella violenza creiamo una sagoma
che non sarà mai completamente noi.
Per quel sangue versato
ci sarà mai una fine.
Giovani anime
prigioniere di cattivi miti
e dei vizi.
Giovani anime
che in una bestemmia cercano il sentirsi grandi.
Quanta violenza
riempie le pagine di un giornale
e quanta altra rimane nell'ombra.
Siamo prigionieri
che sognano la libertà.
Amico mio
toglimi la benda
così che io possa tornare a vedere il sole.
Sento il peso di ogni violenza,
ogni sasso lanciato
è uno strappo tra l'anima
ed il respiro.
Guarda questa cicatrice,
il tempo ha curato come poteva
lasciando un solco profondo.
Sono le differenze
che a volte alimentano le distanze.
Siamo anime diverse,
diverso spirito
e diversa lingua.
Una parte di te
rimane qui tra le curve della mia anima.
Siamo due pianeti lontani,
un tempo complici
adesso si alzano muri di silenzi.
Porto lungo il mio cammino
un solco profondo
che racconta frammenti di vita.
Alzando lo sguardo
ho visto alzarsi muri.
Siamo due anime
così diverse.
Siamo due pianeti
lontani anni luce.
Dormi
anima dolce.
Hai chiuso gli occhi
abbracciando il palloncino legato ad un filo.
Dio è dentro ogni semplice respiro,
Dio è dentro quel sorriso al mattino.
Anima dolce
non temere il buio.
Tra un'ombra e l'altra
c'è la mia mano.
Se la paura afferrerà il tuo cuore
io sarò qui vicino a te.
Dormi ,
la mattina è ancora lontana.
A cavallo di una scia
vivi un altro sogno
che ti trasforma in astronauta
o semplicemente ti dona un momento
di pura magia.
Hai aperto le ali
prendendo il volo.
Il tempo consumato
lascia segni sulla pelle.
Quando tornerai da queste parti
posa pure il sorriso su questo angolo di mondo.
Per un altro abbraccio
c'è chi stringe forte il cuscino,
ma è un vuoto che non trova pace.
Danzano le ombre la sera,
chissà se tra loro ci sei anche tu.
Libera di correre via
senza perdere il sorriso.
Per un solo sorriso
c'è chi torna con la mente
dove i ricordi sono posati delicatamente.
Chissà dove sei ora
e se da lassù continui a sorridere.
Il tempo consumato
resta come un segno indelebile.
Per un' altra parola
c'è chi da una scogliera
accetta di ascoltare il tremolio di semplici parole
bagnate dall'emozione.
Quando tornerai da queste parti
bussa alla porta di una madre.
Un abbraccio leggero
che solo il cuore può percepire.
Un volo libero
tra tramonti di un rosso acceso
e un tappeto di pioggia.
Ora sorridi ancora
ovunque tu sei.
Un bambino
gioca con una rosa.
Fai attenzione alle spine,
l'avvertimento è arrivato in ritardo.
La vita è un po' così
ci sono tappeti di petali,
ma non devi dimenticare le spine.
Ad ogni spina
un addio che solo con il tempo potrai capire.
Sanguina il dito,
il tempo curerà le ferite.
Un bambino non può capire
il cammino di una vita.
I ricordi riposeranno nel luogo più profondo
in attesa di germogliare.
Ora bambino saluta il cielo,
non ci sono solo i satelliti,
ma i nomi scolpiti nel vento.
Ho una goccia di pioggia
posata sulla guancia.
Un solco profondo
che forse il tempo potrà curare.
Cado nell'abisso,
un vortice nero che afferra il respiro.
Sono chiuse le porte
o forse non ho più la forza di aprirle.
In un battito d'ali
un' anima passa da essere immortale
ad essere un battito d'ali.
Avrei voluto gridare,
ma le parole si sgretolavano.
Ai piedi di questa pietra
c'è chi non trova pace.
Avrei voluto riscrivere il finale,
ma era troppo quel dolore.
Avrei voluto cancellare con un colpo di spugna
per poi scoprire dietro angolo di vita
un amore alle porte.
Il sole posa le dita
sulla pelle nuda della terra.
La fauna si sveglia
scoprendo i colori del giorno.
Anche se di quella quiete resta il ricordo
la voglia di correre liberi
è più forte di qualsiasi catena.
Si alza il fumo dalle fabbriche
e l'asfalto copre ogni cosa.
Siamo noi uomini
i colpevoli di questo declino.
IL mondo appeso ad un filo
mentre noi fumiamo l'ennesima sigaretta
ignorando l'evidenza.
Potessero parlare anche i sassi
chissà di noi cosa direbbero.
Noi che riempiamo la bocca di parole
che poi si perdono al primo soffio del vento.
Noi siamo i colpevoli,
noi quelli che mandano a fuoco tutto quello che ci circonda.
Hai aperto un cassetto
per troppo tempo chiuso.
Vecchie fotografie
mettono a nudo ogni tua bugia.
Sagome troppo presenti,
verità pesanti da nascondere.
Tra quei fogli
ogni tuo peccato.
Lama affonda nella carne,
non è un gioco improvvisato
è la verità che gratta su un muro di finzione.
Hai un' occasione fondamentale,
svestirti di una maschera
per troppo tempo indossata.
Tra quei frammenti di vita
chissà se ti riconosci.
Luci si accendono
mentre la luna posa il suo viso
su un tappeto di stelle.
L'amore non guarda negli occhi le differenze,
scivola lento demolendo le fondamenta
di un muro di pregiudizi.
Guarderai negli occhi
chi punterà il dito giudicando.
Ogni tassello andrà al suo posto
svelando il lato emozionante del viaggio.
Ogni colore troverà la strada di casa,
non avere paura di aprire i cancelli del cuore.
L'amore quello vero
non conosce confini.
L'amore quello vero
sa riconoscere la propria natura.
Da un semplice sorriso
si può tracciare una strada.
Tremano le mura di quel castello
fatto di pregiudizi.
Non versare lacrime davanti alle parole affilate come lame,
vivi l'amore al massimo
lasciando fuori dalla porta i veleni.
Il giorno
è un solco profondo.
Un viaggio ad occhi aperti,
una pagina bagnata dall'inchiostro.
Un amore da custodire
senza avere paura di scoprirsi più fragile.
I primi raggi del sole
su quel sorriso così semplice.
Un gioco di complicità
da vivere
e rivivere finché c'è respiro.
Non c'è amore senza rispetto,
non c'è amore senza quel brivido
che fa tremare il cuore.
In ogni attimo consumato
germoglia qualcosa di forte
in noi semplici punti sotto questo cielo.
Ogni respiro condiviso,
ogni carezza
muove dalle fondamenta questa piacevole fragilità.
Gli occhi
ed il cuore torneranno sempre lì.
Non c'è amore
se non c'è complicità.
Se sarai lontana
ti cercherò dentro ogni ricordo,
prima o poi tornerai
dove c'è la quiete
troverai anche me.
Parole al vuoto,
veleni affilati
mascherati da silenzi.
Chiediti perché
del sole è rimasto un pugno di sale.
Apri gli occhi
su questa landa desolata
dove siamo stranieri.
Quanto veleno
per ciò che non è detto.
Quanto silenzio
su tutto quello che è scritto.
Dentro l'ora d'aria
c'è una menzogna su un tappeto rosso.
Dove vai tu
io non ci sarò.
Anime lontane anni luce
troppo diverse per restare.
Vivere senza farsi male
è la priorità di pochi.
La strada
accarezzata dai primi raggi del sole.
Il motore
pronto ad accarezzare le nuove pagine di un libro.
Un segno nuovo
a raccontare quello che di nuovo arriva.
Quanto c'è di nuovo
in questi occhi umidi.
Quanto pronto è il cuore
ad accogliere il brivido.
L'orizzonte è una sfumatura
di colore nero.
L'asfalto trattiene nelle proprie braccia
qualche frammento di tutta quest'emozione.
Un lungo viaggio,
una nuova pagina
non ancora accarezzata dall'inchiostro.
Dietro il muro
c'è un brivido.
Un uomo incatenato
prova a gridare.
Tutta l'oscurità
continua a fagocitare il suo respiro.
Gli occhi spenti,
le ali spezzate.
Un uomo
prigioniero dei propri vizi.
L'ombra continua a chiamare
aspettando che le lancette smettano di correre.
Uno zombie senza personalità,
una sagoma fagocitata dai vizi
e dalle paure.
Vorresti poter gridare,
ma non viene liberato nessun suono.
Gli occhi vuoti,
le ali ormai spezzate.
I sogni
un falò consumato con le lacrime.
Il peso delle parole
sulle coscienza troppe volte assopite.
Quella voce spezzata dal fuoco
continua a camminare sulle strade di questa città.
L'idea si allarga
andando a scuotere i silenzi.
La verità portata alla luce del sole
andava a scuotere il marcio
facendo tremare le bugie.
I pensieri si fermarono lì
a pochi passi dal sorriso di una bambina.
Le ombre fagocitarono le vie della città
mentre continuavano a cadere innocenti.
Quelle parole continuano a marciare
mentre ci si domanda se dietro le persiane
tornerà mai il sereno.
Dai pensieri fermi a quegli spari
germogliano solchi di memoria
per chi ha davvero voglia di capire.
Da quel addio
germoglieranno carezze al cielo.
Il cielo si colorò di rosso
e la terra tremò.
Scesero sul campo di battaglia
eserciti a guerreggiare
per il gusto della vittoria.
Stendardi stesi al suolo
coprivano il sangue
e le armature.
Per la gloria
si è disposti a giocarsi qualsiasi carta.
Il terreno raccolse quel sangue
come acqua da portare alla bocca.
Quanto dolore in ogni gesto,
quanta follia dentro il potere.
La mente incatenata
da un desiderio sempre più forte.
Le strade si svuotarono,
le armate viaggiarono cantando la propria gloria
ignorando il destino scritto sulla lama di una spada.
Avessero chiuso gli occhi
forse avrebbero ritrovato la via di casa.
Quanto dolore per una gloria mai trovata,
il campo divenne una distesa di stendardi
e corpi.
Il silenzio abbracciò ogni sogno
e dopo aver liberato un altro respiro
avvolse la valle.
Il giorno era vuoto,
c'erano parole che scorrevano,
ma non le sentivi.
Lasciasti poche briciole di pane sulla pietra
in modo che trovasse compagnia.
La tua fantasia
ti porterà di nuovo da me.
Vedrai i suoi occhi lucidi
accogliere il brivido del volo degli uccelli.
Ad ogni vuoto
ritroverai nel battito delle ali
quella libertà che amava.
Tornerà il sole
sulla terra martoriata.
Lasciasti poche bricciole sulla tomba
aspettando pazientemente l'arrivo dello stormo.
Si aprirono le porte della pace
all'arrivo dei primi raggi del sole.
Dietro quel sorriso
c'è un' ombra.
Dammi una ragione
per lasciarti i miei sogni tra le dita.
Quali sono i reali desideri?
dove finisci tu
e dove comincia la maschera?
Ci sono anime
legate ad un semplice gesto.
Fino a dove vuoi spingere la tua follia?
non è un gioco.
Dietro quel sorriso
c'è un volto che non riconoscono più.
Non alzare la mano per colpire,
non c'è ritorno.
Ho aspettato una notte intera,
ma quei fari non sono più tornati.
Un peso per quei momenti
che alla fine del viaggio
non lasciano particolari tracce.
Sono rimasto sul ciglio della strada
legato alla catena.
Le auto correvano lungo il serpente d'asfalto,
ma nessuno pensava a me.
In ogni momento passato
avrei versato lacrime,
ma un dolore colpiva forte sul cuore.
Ho atteso invano
lui non è più tornato.
Quello che era il mio mondo
adesso mi è stato strappato.
Ho il cuore stretto da mille spine,
ogni lama affilata era una promessa
che sottovoce mi regalavi.
Pochi passi
alla luce del tiepido sole.
Il campo
una landa desolata.
C'erano giusto pochi superstiti,
si muovevano come ombre.
Nei loro occhi spenti
ho visto la colonna di fumo alzarsi.
Nei solchi profondi sulla pelle
ho respirato quella paura che non li ha mai abbandonato.
Vecchi,
bambini,
giovani mandati al macello.
Chissà dove sono le porte del Paradiso,
qui non c'è mai stato spazio per questo.
Non c'è stata pietà,
questi occhi hanno sanguinato
ad ogni innocente addio.
I demoni al comando
hanno strappato via ogni sogno.
Fagocitati dalla follia
hanno liberato dalle catene ogni loro oscuro desiderio.
Ho visto quell'ombra
fagocitare le pagine del libro.
Ha sollevato la polvere da terra
nell'illusione di poter sfuggire allo sguardo.
Nei suoi occhi
ho visto la follia intrecciarsi con la paura.
Bruciano le pareti attorno a noi,
tutto lentamente muore tra le grida.
Quell'ombra piegata nel dolore
si consumava avvolta da lingue di fuoco.
Brucia la biblioteca
e tutto si sgretola.
Non resta che fuggire,
portando in salvo il proprio sorriso.
Ho visto cadere
gli amici di un tempo.
Sono scivolati dentro ad un vortice
senza via d'uscita.
La guerra ha sciolto i sogni di una vita
legando quel corpo ad una tenaglia
che stringe.
Ho visto il sangue bagnare il terreno
mentre l'inferno apriva ancora una volta le porte.
Odore di morte
e di malvagità.
Ho provato a chiudere gli occhi
nella speranza che tutto si dissolvesse,
ma era un inutile tentativo.
Ho visto la guerra
portare via ogni cosa.
Dalle mie labbra
uscivano parole spezzate dal dolore.
Un grido soffocato,
un cuore strappato.
Tra le curve della mia mente
continuo a pensarci.
Sembra così strano,
ma al tempo stesso profuma di delicatezza
e passione.
Quante parole scivoleranno fuori dalle labbra
e si poseranno sui tuoi silenzi.
Quante parole scivoleranno fuori dalle labbra
e si poseranno sui tuoi sorrisi.
Ogni carezza
racconta un frammento dei nostri cuori.
Ora come domani
saremo qui a completarci
ed a condividere.
L'attesa porta nuova linfa alla curiosità
mentre il cammino davanti agli occhi
sarà tutto da vivere.
I pensieri scivolando si sfiorano
mentre ogni gesto immerge le proprie mani
nelle profondità di un amore.
A volte la paura di sbagliare
mi farà tremare,
ma resterò in piedi.
Aprimi le porte del tuo mondo,
non temere non sarò invadente.
Al di là del ruolo che rivesto
sarò migliore,
lo sarò per te.
A te insegnerò ad assaporare ogni piccola emozione,
a te regalerò l'altra metà della mia anima.
Custodirò quel primo sorriso
e lascerò germogliare un intreccio di emozioni.
Due linee parallele,
due gocce dello stesso sangue
strette in un lungo abbraccio.
Alzando lo sguardo
hai legato alle sfumature di un tramonto
il brivido di un' emozione.
Il destino avvolto in una luce
mostrava il cammino dal primo sguardo
alla croce.
Conservando nel cuore ogni pensiero
ed ogni preghiera
ti sei incamminata verso un vento tutto nuovo.
Su quel dolce viso
s'intrecciava la delicatezza
con una piaga nuova bagnata dal sangue dell' eterno.
Il prossimo passo era alle porte
ed un nuovo tramonto rammentava il destino
che dalla prima carezza portava al silenzio.
Davanti a quella forza
si piegarono le ginocchia.
Dentro la leggerezza di una preghiera
c'era quel sorriso semplice
che in cambio non voleva niente.
Ho posato l'orecchio
per ascoltare ancora quel battito.
Ero vissuto per assaporare le emozioni,
ma questa magia ancora non l'avevo trovata.
Ho posato l'orecchio
per ascoltare ancora quel respiro.
Sono il re di un momento indelebile
che cammina sulla delicatezza di una lacrima.
Domani affronteremo il lungo cammino,
adesso lasciami ancora un attimo con il respiro trattenuto.
L'emozione,
il brivido
corre sulla linea temporale di un sorriso semplice.
La prima sfumatura
di un dipinto da colorare.
Ho posato l'orecchio
per ascoltare la tua prima parola.
La libertà di credere
e di sognare.
Libero di guardare il sole
e lasciarsi scivolare il vento tra le dita.
Hai chiuso gli occhi
lasciandoti andare.
Al di là delle montagne,
al di là delle costellazioni.
Un attimo che profumava di magia,
hai attraversato le porte scorrevoli dell' onirico.
Un volo speciale
che la mente difficilmente conserverà.
Quale negromante
si nasconde dietro questo viaggio senza bagaglio.
Il cammino su territori selvaggi
sembra sicuro come fosse la routine.
Ogni notte una direzione diversa,
ogni notte un viaggio diverso.
Seduta dentro un vagone treno
prima o poi tornerai al binario del giorno.
Siamo in un ring
dove come cani ci azzanniamo a vicenda.
Questa è la guerra dei poveri
e degli illusi che pensano che prima o poi cambierà.
Siamo i numeri su un foglio,
siamo marionette da gestire.
Dov'è il tempo per pensare?
la gente ormai è fagocitata da mille inutili comparse.
Siamo in un ring
dove indossiamo maschere per fingerci migliori.
Non c'è più la voglia di farsi sentire,
sul tavolo ci beviamo le menzogne mascherate da verità.
Questa è la guerra dei poveri
e di tutti quegli illusi
che pensano che prima o poi qualcosa cambierà.
Cambiano le bandiere,
cambiano le facce,
ma la realtà è lì davanti agli occhi.
Guardando negli occhi di quel bambino
ti scoprirai più povero.
Una sagoma che sventola in alto una bandiera,
un' anima svuotata dell'umanità
e riempita di brama.
Chiediti che senso ha generare nuove guerre
spazzando via i sogni di bambini innocenti
che hanno solo i sogni come eredità.
Guardando le lacrime di quel bambino
proverai mai rimorso?
Il potere svuota le sagome di queste ombre
che imbracciano i fucili contro gli indifesi.
Che senso ha guardare quella bandiera?
ti chiederai mai che fine fanno quei sogni
strappati con forza da quelle lacrime?
La nebbia bassa
accarezza i campi.
Il primo sguardo del mattino,
l'attesa del primo raggio di sole.
Basterebbe davvero poco
a portare i colori al di là del vetro.
Un uomo in cammino lungo il serpente d'asfalto
cerca la direzione giusta.
Gli occhi consumati dalla fatica,
il bisogno di risposte positive
da un presente avvolto nelle tenebre.
Le sensazioni legate ad un cuore tremante
il tempo non le potrà cancellare.
Quanti pensieri
stretti nella sua mente.
Saranno disegni a colori
oppure anche solo in bianco e nero.
Sono segni
che restano sulla pelle.
Un uomo piegato dalle paure
in cerca di una piccola speranza.
Nel suo cuore la certezza
che al di là della nebbia
c'è quel sorriso che ha fatto cadere lo scudo a terra.
Mi guardi senza dire nulla
mentre un velo come un sipario
scivola davanti agli occhi lucidi.
Chissà se torneranno quei momenti
in cui bastavano pochi sguardi
per ritrovarsi più fragili.
Chissà dove sei ora
e se tornerai sui tuoi passi
un po' come ho sempre fatto io.
C'è un segno sul viso
che parla delle parole consumate
davanti ad un vetro.
C'è un solco profondo
che racconta di errori passati
dai quali sono riuscito a ripartire.
Ho svestito i panni della valanga
ritrovando tutti quei piccoli piaceri.
La solitudine ha scavato tunnel dentro me
ed ora guardandomi allo specchio
vedo germogliare di nuovo la vita.
Ho svestito i panni del duro
riscoprendo il brivido dentro una lacrima
posata su quel pensiero che scuote dalle fondamenta.
L'onda chiama tutte le forme di vita.
Un attimo in cui c'era armonia,
un sogno ad occhi aperti
di un folle innamorato.
Niente sarà più come prima,
un destino ceduto ad un figlio
che ne ha cambiato la strada.
Dentro un sogno così vero
tutto era così perfetto.
Quel cuore ferito
ancora piange per ogni creatura.
L'onda chiama a raccolta tutte le emozioni,
si può ancora accogliere per pochi attimi
il profumo della quiete.
Di quel sogno di una vita
la cenere ha quasi consumato tutta la bellezza.
Un tappeto di asfalto
ha cancellato la magia di un prato fiorito.
Quel cuore follemente innamorato ancora piange
nel guardare un sogno sfiorire
e chissà se un giorno riuscirà a perdonare.
Gli occhi consumati dal tempo
e dal dolore.
Un ricordo che è rimasto lì
nelle profondità del cuore.
Quella lacrima fredda
ancora riposa dentro quell'anima fragile
e lascia germogliare il ricordo.
Una distesa di croci
abbracciate dal vento.
Un grido soffocato
dentro le labbra stanche di una donna.
Era l'inferno su quelle coste,
ho visto immagini sbiadite
bagnarsi di lacrime
e sangue.
Ho visto compagni
fermi sulla spiaggia.
Ho visto i sogni di una vita
andare in pezzi in pochi attimi.
Avrei voluto per una volte il potere
di cancellare quell'attimo.
Ora che guardo le fredde croci
ad ogni nome vedo un volto.
Sento le lacrime scendere
a lasciare solchi sulla pelle.
Il grido soffocato di quelle donne
a cui è stato sottratto l'amore
risuona nelle vene.
Cambia il mondo sotto i piedi,
ma noi restiamo uguali.
Gli stessi errori,
gli stessi schiaffi sulla faccia.
La storia è davanti agli occhi,
ma dal sangue sulla terra
non abbiamo mai imparato niente.
Abbiamo sete di potere
e lasciamo bruciare la terra sotto i piedi
perché troppo assuefatti all'indifferenza.
Cambia il vento che soffia sulle città,
ma noi siamo un corpo vuoto senza emozioni.
La storia presenterà il conto
e non basterà un dito dietro il quale nasconderci
per ogni errore.
Abbiamo fame
e più abbiamo tra le dita
e più vogliamo.
Nonostante tutto
continuiamo a non capire.
Ancora si vedono eserciti farsi la guerra
per la sabbia sotto i piedi.
Ancora si vedono i potenti con i soliti giri di parole
per poi regalare un discorso vuoto.
Corri lungo il filo
che ti porta lontano.
Con un fiocco colorato
e un sole tra le dita.
La libertà di essere innocenti
e di apprezzare ogni piccola cosa.
Vorresti restarlo per sempre
e nuotare dentro quelle acque
ogni volta che il cuore vuole.
Puoi sentire i sassi sotto i piedi
e vedere tutto cambiare in un attimo.
Un nuovo sipario
ti catapulta in un salto in avanti oltre quella delicatezza.
Tutto intorno cambia
e continua a mutare.
Sulle cicatrici che porti sulla pelle
il disegno di un lungo viaggio
che tieni alle spalle.
Dietro i segni del tempo sulla pelle
c'è sempre quella ragazzina
che correva lungo il filo.
Non si fermava mai
e continuava a sorridere
stringendo un sole tra le dita.